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A CASERTA VOGLIONO COSTRUIRE UN CENTRO DIREZIONALE VICINO L'OSPEDALE. E L'ASSESSORE NON SA NULLA...

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del_gaudio_greco_e_caldoroUn centro direzionale in zona destinata a servizi pubblici, quella che, in slang urbanistico, viene denominata ‘F6’. Un affronto alle norme sancite dal vigente piano regolatore generale che, pur risalente al 1989, nessuno (da Gasparin a Petteruti, passando per Bulzoni e Falco) nessun amministratore aveva mai pensato di ‘bypassare’ permettendo la costruzione di uffici. Ma dove non è arrivato il Pio Del Gaudio di ieri (da assessore ai tempi di Falco) prova a riuscirci il Pio Del Gaudio di oggi (da sindaco).
Il Comune, infatti, ha rilasciato una concessione all’imprenditore Alessandro Landolfi per costruire un centro direzionale in un’area nei pressi dell’ospedale civile di Caserta. Un terreno di proprietà dello stesso Landolfi che, nel periodo dell’amministrazione Falco, era stata inserita nel progetto del Piano di recupero urbano e nella quale, sarebbero stati costruite da parte di privati cliniche private ed alcuni uffici in cambio di interventi, con soldi privati, su strade, fogne e la realizzazione di un parco. Quel piano, pero’, e’ andato a farsi benedire e con esso i cinque milioni di euro (ai tempi, quando si inizio’ a lavorare al progetto, si parlava di 10 miliardi di lire) concessi dalla Regione Campania. Ed ora che è successo? Che un imprenditore, proprietario di un’area consideradata dal Prg (e quindi dalla normativa vigente) a di servizio pubblico, chiede una concessione per costruire un centro direzionale ed il Comune gliela concede. Ma le sorprese non finiscono qui. Perchè il caso, sollevato grazie all’intervento del consigliere comunale del Partito democratico Carlo Marino, rischia di diventare una ‘pantomima’ per quelle che sono le risposte giunte dai diretti interessati. L’assessore all’Urbanistica Peppe Greco, infatti, ha detto di essere completamente all’oscuro di questa concessione, così come il sindaco Del Gaudio. E per dare ancora piu’ forza alla loro ‘caduta dalle nubi’ (sembra quasi una parodia del film di Checco Zalone, anche se quest’ultimo viene pagato per fare il comico) ecco che parte subito una lettera al dirigente che ha firmato la concessione, Carmine Sorbo, per chiedere la revoca in autotutela della concessione. Con tanto di firma del sindaco Del Gaudio e dell’assessore Sorbo. Interpellato sulla vicenda, Carlo Marino non manca di rincarare la dose: «I fatti effettivamente sono andati così, ma io mi pongo un dubbio: è possibile che un sindaco o un assessore non conoscano le licenze che vengano rilasciate? E poi - si domanda ancora l’avvocato - c’è un problema di fondo. A Caserta ci sono quasi 300 mq di aree denominate F6, alcune anche adiacenti a quella in questione. Chi mi dice che dopo la richiesta presentata ed accettata dall’imprenditore Landolfi non ne arrivi un’altra? Ed a quel punto che fa il Comune? Le accetta tutte? E se no, con quali motivazioni?». La ‘difesa’ (dell’imprenditore e del Comune) adduce il ‘motivo’ del pubblico servizio legato alla cesione del centro direzione alla Snam rete gas che, in quegli uffici, dovrebbe ubicare la propria sede del Capoluogo. Ma in realtà si tratterebbe sempre di un investimento privato che, poi, successivamente potrebbe anche venderlo o fittarlo ad altri. «Non è un problema personale - sottolinea l’avvocato Marino - perchè io non sono interessato a questo o quel progetto. E’ un ragionamento generale. Se i nostri amministratori hanno deciso che la parte sud-est di Caserta dovesse essere destinata agli uffici dando il via quindi agli interventi nell’area ex Saint Gobain, non capisco adesso perchè si cerchi di rimodellare la città, senza avere pero’ un progetto chiaro. Mai nessun amministratore, negli ultimi venti anni, aveva mai osato intervenire in maniera diversa rispetto a quanto previsto dal Piano regolatore generale. Oltretutto in un modo che, io credo, sia del tutto illegittimo». Cosa accadrà adesso? La revoca della concessione firmata dal dirigente Carmine Sorbo in regime di autotutela spingerà l’imprenditore Alessandro Landolfi a presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania contro il Comune. Scommettimo che lo vincerà?

 

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